Alce Nero Intercultura

l sistema di accoglienza è stato ri-disciplinato dal decreto legislativo n. 142/2015, adottato in attuazione delle direttive 2013/32/UE e 2013/33/U. Alcune integrazioni e modifiche sono state apportate al decreto legislativo n. 142 dal decreto-legge n. 13/2017, che ha previsto una serie di interventi urgenti in materia di immigrazione. Il sistema di accoglienza si fonda, in primo luogo, sul principio della leale collaborazione, secondo forme apposite di coordinamento nazionale e regionale (art. 8) basate sul Tavolo di coordinamento nazionale insediato presso il Ministero dell'interno con compiti di indirizzo, pianificazione e programmazione in materia di accoglienza, compresi quelli di individuare i criteri di ripartizione regionale dei posti da destinare alle finalità di accoglienza (art. 16).
 
L'accoglienza è articolata in diverse fasi.
 
La prima fase, antecedente alla accoglienza vera e propria, consiste nel soccorso e prima assistenza dei migranti, soprattutto nei luoghi di sbarco. Tali funzioni continuano ad essere svolte, in parte, nei centri di prima accoglienza (CPA) o Centri di primo soccorso e accoglienza (CPSA) allestiti all'epoca dell'emergenza sbarchi in Puglia nel 1995 ai sensi del D.L. 30 ottobre 1995, n. 451, conv. da L. n. 563/1995 (cd. legge Puglia).

L'accoglienza vera e propria si articola a sua volta in due fasi: la prima si svolge nei nuovi Centri governativi di prima accoglienza, istituiti dal decreto legislativo n. 142/2015 in sostituzione degli esistenti Centri di accoglienza per i richiedenti asilo (CARA) e Centri di accoglienza (CDA), per il completamento delle operazioni di identificazione del richiedente e per la presentazione della domanda. L'invio del richiedente in queste strutture è disposto dal prefetto, sentito il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. La funzione di prima accoglienza è riconosciuta anche alle strutture denominate CAS (centri di accoglienza straordinaria). Secondo il decreto n. 142, infatti, nel caso di esaurimento dei posti nelle strutture di prima accoglienza, a causa di massicci afflussi di rifugiati, questi possono essere ospitati in strutture diverse dai centri governativi di accoglienza. La natura di queste strutture è temporanea e l'individuazione viene effettuata dalle Prefetture – Uffici territoriali del governo, sentito l'ente locale nel cui territorio è situata la struttura. La seconda accoglienza è svolta a livello territoriale nei centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), dove sono accolti coloro che hanno già fatto richiesta del riconoscimento della protezione internazionale (e anche coloro ai quali detto status è stato riconosciuto) e che non dispongono di mezzi sufficienti di sostentamento. Pertanto, per poter accedere all'accoglienza nelle strutture dello SPRAR è necessario che il richiedente asilo ne faccia richiesta e che risulti "privo dei mezzi sufficienti a garantire una qualità di vita adeguata al sostentamento proprio e dei propri familiari". È la prefettura a valutare l'esistenza di tale requisito ed il parametro utilizzato è l'importo annuo dell'assegno sociale.

Cooperativa Alce Nero si occupa di accoglienza migranti da alcuni anni, il fenomeno migratorio è diventato costante e l'emergenza è diventata una situazione stabile, per cui la cooperativa si è strutturata in modo tale da non fornire solo la prima accoglienza con abiti, case e beni di prima necessità, ma iniziando a costruire un percorso di cura (fisica e mentale), percorsi di alfabetizzazione, percorsi di sport, volontariato, inserimento lavorativo. La cooperativa si impegna a promuovere le attività di accoglienza attraverso un’equipe multidisciplinare composta da educatori professionali, mediatori linguistici e culturali, insegnanti di italiano specializzati nell’alfabetizzazione, esperti legali, ecc.. tutte queste professionalità rendono possibile un lavoro serio ed integrato.  Essendo Mantova un piccolo contesto abitativo la cooperativa si è dovuta confrontare e continua a farlo con i cittadini che contrastano questo tipo di attività. Tra gli obiettivi che questo progetto si pone di raggiungere, troviamo: il superamento dei pregiudizi rispetto al migrante, superare le barriere linguistiche e culturali (anche grazie al supporto di mediatori professionisti), fare in modo che il migrante abbia la possibilità di integrarsi nella comunità locale, possa svolgere attività di volontariato, possa apprendere la lingua del paese che lo ospita, possa svolgere attività sportive anche a livello agonistico, possa ricevere il permesso di soggiorno, possa partecipare a corsi di formazione professionalizzanti e quindi arrivare all'inserimento lavorativo. La cooperativa promuove da tempo l’attenzione interculturale e la mobilità internazionale, considerati strumenti per favorire il confronto e la crescita culturale dei giovani e degli operatori della nostra comunità.

Per INFO Alessandro Ghizzi - alessandro.ghizzi@alcenero.org